
Le vie del centro storico, selciate o lastricate, offrono
un caldo esempio di struttura medioevale con le loro dimore signorili,
ricche di portali in granito bugnato, di porte chiodate, di loggiati
in legno, di decorazioni, nella casa Zuelli, di carattere romanico.
Nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Nascente, ricchissima
di opere d’arte, potrete ammirare le sculture lignee di alta qualità
e raffinatezza di Pietro Ramus, artista che, insieme alla sua famiglia,
aprì la strada a quella scuola di scultori, di cui fu maestro e
ispiratore, che va dallo Zotti al Picini, al Simoni, al famoso Andrea
Fantoni. Questi artisti ornarono la media ed alta Vallecamonica
nei secoli XVII e XVIII, il periodo del delicato barocco lombardo.
Giungendo a Edolo dall’alta valle si vede spuntare tra i prati,
come nascesse tra gli alberi, il bel campanile di pietra lavorata,
aggiunto nel ‘700.
Per chiudere degnamente l’itinerario potete salire, lo si
può fare in macchina, percorrendo circa un chilometro di strada
asfaltata, sulle montagne a nord di Edolo, fino alla chiesetta di
S. Clemente alla Costa, immersa fra i castagni ed i faggi, con un
bel panorama sul paese e sulla valle. La chiesa, che pare risalga
ai secoli X e XI, quando lungo le vie si fondavano ospizi per accogliere
i viandanti, rimaneggiata nel secolo XVI, é molto semplice e bisognosa
di restauri, che forse stanno iniziando. Ha in sé qualcosa di arcano
e misterioso. Secondo la leggenda in questo luogo sarebbe esistito
un tempio a Saturno che, distrutto da un duca longobardo, avrebbe
poi lasciato spazio alla costruzione del primo tempio cristiano
di tutta la Valle.

Ho riportato a casa l’impressione, o meglio la convinzione,
che Edolo sia un bellissimo paese, un paese vivace, ricco, turisticamente
attivo, un paese che con intelligenza sa approfittare del fascino
misterioso del suo passato.
Chiesa di S. Giovanni Battista
La chiesa, di epoca rinascimentale, è dedicata al patrono
di Edolo, S. Giovanni Battista. Sulla facciata troviamo un pronao
affrescato e di fianco è situato un campanile, di origine romanica,
ma ricostruito nel 1954. All’interno sono perfettamente conservati
gli affreschi di Paolo da Caylina il Giovane, che vi lavorò intorno
al 1530-35. Sulla parete di fondo sono raffigurati la Crocifissione,
il Battesimo di Gesù e la Decollazione del Battista; nella volta
è rappresentato il Padre Eterno con Santi e le Storie di Adamo ed
Eva, mentre sulle pareti laterali vi sono le Storie del Battista
e nel sottarco la Sibilla e Profeti. Le figure affrescate sono inserite
nell’architettura dell’edificio con atteggiamenti dinamici, grazie
anche ad un uso sapiente della prospettiva.
Pieve
di S. Maria Nascente
La pieve di S. Maria Nascente, che domina l’abitato di Edolo,
è frutto di una ristrutturazione risalente al XIV secolo e di vari
ampliamenti successivi, databili a partire dal XVII secolo. All’interno
si trovano numerose opere lignee, tra cui il pulpito attribuito
a Pietro Ramus, alcune opere del Bate e l’ancona ed il paliotto
dei Ramus. Gli affreschi più antichi si trovano nel presbiterio:
sulla parete sinistra si trova raffigurata la Presentazione di Maria
al tempio di Paolo da Caylinia il Giovane. Il campanile della chiesa,
spostato dalla sua sede primaria, con i suoi 68 metri di altezza
è il più alto della Valcamonica. Le campane sono del 1898.